Homo Tamarrus Cozzus

Oggi voglio fare il divulgatore scientifico.

Avete mai sentito parlare di “Homo Tamarrus Cozzus”?

Si tratta di un ominide presente in tutto il territorio nazionale e, con la globalizzazione, ormai diffuso in tutto il mondo. proviene dalla stirpe degli Homini Tamarri, la sottocategoria “Cozzus” si presenta, soprattutto, in territorio campano con l’appellativo volgare di “Cuozzo”.

Homo Tamarrus Cozzus, un esemplare di maschio adulto

Il Cuozzo, in alto potete ammirarne un esemplare maschile, appare conforme alla categoria, a seconda della moda parallela che questo ceppo tenta di seguire. Nell’ultimo periodo, l’omologazione impone una maglietta corta con ampio scollo a V, sullo stile femminile (ma pe’ fa vere’ ‘e pettorale, c’haje capite fra’?), pantaloni strettissimi con cavallo molto basso, detto “cazone c’a uallera” con onnipresente risvolto sopra il malleolo pecchè ‘a scarpa s’adda vere’! La calzatura in questione è quasi sempre un mocassino laccato che manco la Ferrari, con calzino colorato come le piume degli uccelli del paradiso.

Completano l’opera monili e bijoux, come l’onnipresente ricchino al lobo sinistro, ‘o pissìn (piercing) al lato della bocca o alla linkua, laccettino cu ‘nu GesuCriste tante (relativamente grande, cioè), e lologgio (cfr. orologio) dai colori scintillanti, tutti in tinta con gli accessori. A seconda del rango sociale all’interno del branco, il cuozzo si ricopre di più o meni tatuaggi, come stelle o pistole tatuate agli angoli del ventre, come a spuntare dalla cintola. I più gettonati degli anni 2000 sono ‘e tribbale, ma oggigiorno si trovano, vergati sulle carni, testi in lingue straniere che vanno dall’inglese al cinese e tutti rigorosamente errati o anche vari esseri che, simulando lo squarcio della pelle, saltano fuori. Il genere evergreen per antonomasia, però, rimane la lista. Quest’ultimo genere di tattoo si riferisce agli amici in cella/caduti se si tratta di un corpo maschile, dei nomi dei figli in caso di matrone. In rari casi, anche un esemplare maschio può diventare pergamena di figli, ma solo nel caso  siano rigorosamente di sesso femminile.

Gli Homo Cozzus tendono generalmente a comunicare con voce squillante – probabilmente per imprimere meglio i loro concetti – eseguendo suoni gutturali che difficilmente si odono in natura. I versi sono accompagnati quasi sempre da ampi desti delle mani, che procedono parallele su e giù, con i palmi aperti rivolti verso l’alto, in un ampio gesto che intende soppesare la gravità dell’argomentazione.

Incrociare lo sguardo con un Homo Cozzus all’interno del suo territorio, porterà ad un atteggiamento aggressivo nei vostri confronti che comincerà con la tipica frase “Bello, ma staje uaddanne?”. Il consiglio che mi sento di darvi è di rispondere tremolanti un “N-no… no…” allontanandovi il prima possibile. Essendo molto vile, tenderà ad inseguirvi per spaventarvi senza arrecarvi alcun male (si spera), ma solo per pavoneggiarsi con gli altri elementi del branco sul potere repulsivo del suo ormone maschio.

Questi sono i pochi dati che sono riuscito a raccogliere in merito, fin’ora.

Prossimamente vi aggiornerò circa il corrispettivo femminile.

Alla prossima,

the Marius

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