Il Vecchietto

Salivo verso piazza Dante da Monteoliveto quando vedo un vecchietto spaurito. “Vorrà attraversare la strada?” mi chiedo. Prima che gli ponga la domanda, mi guarda e alza la mano, io mi tolgo gli auricolari. “Per via Roma vado bene di qua?”, mi chiede. “Si, deve salire. Duecento metri al massimo e si trova a via Roma.” …”Io devo arrivare nei pressi di piazza Municipio…” “Ah, allora non deve salire, deve scendere e prendere le scale delle Poste poi segua la strada alle spalle della Questura. Ce l’ha presente la questura?” “Si, si…” mi risponde mentre cerca di guadagnare terreno per attraversare la strada. Lo vedo in notevole difficolt… Visualizza altroà, impaurito soprattutto: su via Medina le auto e i motorini sfrecciano come ad Indianapolis. Gli chiedo se vuole essere aiutato ad attraversare e mi risponde di si. “Si metta sotto al braccio.” Siamo al centro della strada, in pieno attraversamento, quando il vecchietto comincia a singhiozzare “Io so’ ‘e Napule e me so’ pperso… Me so’ pperso…” Mi viene una fitta al cuore, era questo il motivo del suo terrore. Mi offro di accompagnarlo a casa, gli propongo di telefonare insieme a qualcuno dei familiari. Lui non vuole e prende la sua strada. Gli rispiego la strada chiedendogli se riconosce le Poste e la Questura. Annuisce, alza la mano in cenno di saluto e si avvia incerto col suo passo lento. Spero tu sia riuscito a tornare a casa, nonnino.

the Marius

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1 commento su “Il Vecchietto”

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